Menu Chiudi

Etichetta Discografica Indipendente: Conviene?

etichetta discografica indipendente

Sono sicuro che sei un artista che come unica e sola scelta di carriera vuole prendere la strada del successo utilizzando le etichette discografiche…

Bene, non sono qui perché voglio spezzarti le ali che ti sono state imposte dalla società odierna, ma indovina….Non serve assolutamente a niente mettersi in un’etichetta discografica indipendente o in una casa discografica Major.

Ma senza fare il classico discorso da bar, ti introduco e ti spiego in modo semplice e chiaro i motivi per cui aprire un’etichetta discografica indipendente o in una grande Major internazionale come Sony Entertainment Music o Warner Music Group non funziona e non garantisce dei migliori risultati alla propria carriera rispetto ad entrare in un’attività propria….Ovviamente voglio anche che tu sai come agire verso i primi passi per una carriera sicura, devi concentrati unicamente non solo sulla produzione del tuo brano ma anche come fare per gestirti da solo il tuo piano di Marketing, essenziale per un successo duraturo. SE NON CONOSCI QUESTE FONDAMENTA NON POTRAI GESTIRE NEMMENO UNA TUA EVENTUALE ETICHETTA DISCOGRAFICA CHE VORRAI APRIRE UN GIORNO.

Motivi per cui scegliere di far parte di un’etichetta discografica indipendente o di una Major, non è una buona scelta da percorrere:

  1. Tempo perso:  prima di tutto le case discografiche major ricevono migliaia e migliaia di traccie e brani composte da moltissimi utenti e per ispezionare la tua ci vorranno come minimo dai 2 ai 4 mesi. Il tempo di prendersi un caffè insomma…Comunque se non vuoi consumare le tue energie e il tuo tempo in risorse unitili la prima cosa che ti consiglio è quella di pubblicare il tuo brano in delle piattaforme digitali come Youtube, Amazon Music, Sound Cloud con la quale in poco tempo puoi ottenere centinaia se non migliaia di visualizzazioni. Ad esempio qualche anno fa andava di moda utilizzare MySpace, ora i classici mezzi come Youtube, che ha portato tantissimi artisti ad avere fama e conoscenza e grazie a ciò sono riusciti a crearsi una carriera semplicemente senza dover aspettare che ,per fortuna, un’etichetta discografica li chiamasse. Adesso che esistono milioni e milioni di utenti interessati ogni giorno a cercare nuovi contenuti e sarà anche più facile per te avere un buon successo. Per non parlare del fatto che se alla major non piace il tuo brano hai perso veramente molto tempo che potevi investire in modo migliore.
  2. Lavoro pesante: Essenzialmente uno dei fattori più gravi per un’artista che vuole far parte di una casa discografica è la cura pressante nei dettagli. Mi spiego meglio, oltre che ad avere un brano ed una traccia pulita l’artista deve anche, molte volte a sua insaputa improvvisarsi uno specialista nel settore del Web Marketing e del Design. La pretesa di una casa discografica major odierna è quella che TU devi anche occuparti, pagando magari un professionista, di avare un sito Web curato e a detta loro “artistico”, se la cosa non ti va giù allora ciccia e alla prossima….Purtroppo numerosi sono gli artisti che non sanno occuparsi di tale materia, o per un motivo o per un’altro e alla fine non risolvono mai nulla anche perché nella loro ingenuità pensano che avere il solo brano li possa condurre verso una carriera artistica. Però oggi ho la soluzione ottimale per te.
  3. Limitazione artistica:  Ovviamente uno dei più gradi svantaggi che puoi ottenere facendo parte di un’etichetta discografica di successo è un forte controllo sulla fondamenta della tua libera espressione artistica, che essenzialmente è alla base del tuo genio musicale e quindi la cosa più importante di tutte, con il quale puoi modellare le tue opere. Ebbene se entri in un major sei estremamente vincolato e controllato nella realizzazione di prodotti, perché i target artistici che devi seguire sono conformi a quella determinata linea editoriale di cui fai parte e questo comporta appunto ad una rielaborazione della tua immagine come artista e anche al tuo prodotto discografico. Non proprio una bella notizia per un’artista a mente libera.
  4. Investimenti: Da anni ormai sono aumentate le etichette discografiche che non sono disposte a dare un sostenimento economico per la produzione ad un artista. Infatti il più delle volte un’etichetta discografica investe esclusivamente il più minimo possibile consentito del suo denaro sulla carriera dell’artista, questo a causa di una pseudonima “crisi finanziaria”.  A questo punto quei pochi investimenti che concedono, poche volte, finiscono con il trasformarsi in prestiti che vanno a danneggiare sempre di più l’attenzione dell’artista e alla fine si crea un’esercitazione ed una pressione sempre più maggiore verso di lui in quanto il prodotto finale è vigilato dalle norme dettate dalla major. Una mossa totalmente sbagliata anche dal punto di vista del Marketing.
  5. Produzione: La produzione finale di un’artista, nell’insieme, non è composta solo da una traccia musicale ma intorno vincolano materie come la grafica, la distribuzione, l’ufficio stampa e cosi via….Tutte competenze che solitamente l’artista che appartiene ad una casa discografica major, deve pagare a sue spese in quanto queste ultime sono prodotte da specialisti esterni.  E il costo finale dell’opera potrebbe anche ammontare a più della metà di quello che ricavi da essa. Queste sono inoltre delle competenze del quale non hai bisogno di affidarti a degli specialisti per produrle. Puoi farlo anche tu con tempo e dedizione.
  6. Guadagni: Adesso passiamo al pezzo forte e che sicuramente fa più gola di tutti, ovvero i soldi. Ovviamente penso sia scontato da dire ma tutto il successo degli album o dei brani creati esclusivamente dagli artisti viene sperperato in un grande montone di spese, il 35% del guadagno viene usato sia per pagare i distributori dei CD e sia per pagare i nostri carissimi manager e avvocati, mentre un buon quasi 60% se lo prende la casa discografica. E l’artista? Beh lui si accontenta tranquillamente del suo 10 o 13% fisso. Nel caso a te non vada bene tale situazione, decidi di metterti in carriera propria, nessuno ti romperà le scatole dal punto di vista economico. Infatti sarai unicamente tu a decidere i soldi che spendi e i soldi che guadagni e in ogni occasione di lavoro o contratto con altri artisti avrai sempre tu il coltello dalla parte del manico.

 

Forse non crederai in pieno a ciò che dico, ma per dimostrartelo ho portato alcuni esempi di artisti famosi che hanno deciso di iniziare a percorrere la loro carriera da persone libere e alcune di loro hanno anche aperto una loro etichetta discografica indipendente.

Alcune di queste sono:

  • Frank Ocean: Artista rinomato del mondo RAP, che coraggiosamente ha deciso, dopo anni di contratti di sfruttamento con delle etichette Major, di pubblicare uno dei suoi album più inediti “Blonde” come artista auto prodotto. Nella sola prima settimana dal rilascio, il rapper ha guadagnato ben più di un milione e mezzo di dollari, guadagno che altrimenti, non sarebbe rientrato direttamente a lui ma nelle mani della major contrattata.
  • Amanda Palmer: Cantante e compositrice americana che durante il suo servizio in una major, ha venduto la cifra di 25.000 copie di un suo disco, cifra considerata scarsa dall’etichetta che ha deciso quindi di licenziarla. Per lei nessuna fortuna più grande. Appena pochi giorni dopo il licenziamento ha aperto e avviato online un sistema di donazione con il quale ha ricevuto ben più di un milione di dollari che le sono serviti per continuare ad investire sulla sua carriera artistica.
  • Avicii: Il grande PRODUCER, nel campo della musica elettronica, di fama mondiale che ha iniziato la sua brillante carriera nel lontano 2008 solamente con l’ausilio di un sito web dedicato al portale musicale di nome Myspace pubblicando le sue traccie e i suoi remix. Ha ottenuto così tanti successi che è stato notato da molte case discografiche. Lo stesso successo che tu puoi ottenere tranquillamente con delle pubblicazioni ad esempio su Amazon Music o su Itunes.
  • Disclosure: I giovani fratelli Guy e Howard Lawrence sono protagonisti inglesi emersi 3 anni fa nel campo della musica elettronica e che, indovina indovinello, non hanno avuto bisogno di alcuna etichetta discografica per approdare nel mondo delle celebrità. Infatti anche loro esattamente come Avicii si sono fatti strada sul sito musicale MySpace e su Youtube. Successivamente si sono fatti notare grazie ai loro brani pubblicati in rete da mote case discografiche. Grazie alle loro abilità nel farsi un’immagine solida e professionale, oggi lavorano e producono per la casa discografica Moshi Moshi.

Nella scena italiana abbiamo:

  • Egreen: Rapper italiano che grazie ad una campagna di crowdfunding su internet, proprio come Amanda, ha ottenuto ben 69 mila euro per finanziare il suo progetto musicale e a mettersi in proprio. Cifra che agli occhi di una casa discografica è piccola ma che allo stesso tempo è troppo grande da investire su un’artista.
  • Ghali: Ecco un altro artista italiano che mettendosi in proprio ha ricevuto un immenso successone sia nella scena italiana sia nella scena internazionale, ricavando milioni e milioni di visualizzazioni e i seguaci. Basti pensare che intorno al 2011 Ghali lavora con un’etichetta discografica major con il quale dopo pochi mesi di attività comincia a sciogliere il contratto per mala coordinazione sul controllo dei progetti e in fin dei conti anche per delle idee troppo attaccate al sistema tradizionale. Così fonda la sua etichetta discografica indipendente di nome Sto Records che effettivamente tutti noi sappiamo quali enormi hit di successo ha pubblicato. Un esempio concreto della volontà di un giovane che ha voluto creare una propria attività da major.

Inutile soffermarci troppo, si sa che ormai il futuro di molti generi musicali RAP e della musica elettronica è nella auto produzione e nel self-made e ormai, come ogni cosa che è destinata a finite, le vecchie tradizioni dell’etichetta discografica stanno morendo a causa della loro arretratezza e non compatibilità con il metodo moderno artistico della società odierna.

 

Ovviamente adesso che sai la verità che incombe sulle case discografiche, ti chiederai come fare per intraprendere una strada o chiamiamola carriera di successo per te e le tue opere. Non ti preoccupare perché sei finito proprio nel posto giusto in quanto sono qui per darti una risposta concreta e non voglio lasciarti a mani vuote e con più dubbi ed insicurezze di prima.

Ricapitolando brevemente, per creare una propria etichetta discografica indipendente devi essenzialmente, essere un ottimo compositore di traccie audio, saper come creare un logo persuasivo ed accattivante e saper senz’ombra di dubbio saper entrare nel mondo digitale per poter pubblicare le tue fantastiche idee. Tutto questo lo trovi in un esclusivo corso di video online, l’unico del suo genere in Italia.

Il corso in questione è gestito interamente da un professionista del settore, un vero e proprio PRODUCER che ti insegnerà ad utilizzare uno dei migliori software per creare musica elettronica, di nome ABLETON, disponibile anche in versione DEMO nella sua versione più remota.

Grazie alle abilità che apprenderai sarai in grado nel giro di 2 settimane di comporre e creare in modo professionale le tue traccie audio e anche di creare dei loghi attraenti per essa grazie a ciò che apprendi dal punto di vista del Marketing. Nel sito è presene anche un’ora di video lezione gratuita nel caso tu abbia bisogno di approfondire meglio dei concetti e capire se ti puoi fidare realmente.

Clicca qui per accedere al sito delle video lezioni.